Umani, troppo umani


Come si fa a leggere della nave Costa Concordia senza rimanere sbigottiti da tante domande banali e retoriche?
Ed eccole, sui giornali, su siti di ogni tipo e social network, le informazioni miste a domande: L’isola del Giglio vede la tragedia, ma come ha fatto la nave a procurarsi uno squarcio di 70 metri e come mai una nave di 115 tonnellate era sotto costa e come mai la prua era a Sud se la rotta era a Nord e come e’ concepibile che oggi si muoia per un viaggio in nave come cento anni fa col titatic. Tutti sanno tutto, tutto si poteva evitare. Poi giu’ con le considerazioni sul fatto che siamo un paese alla deriva e la nave e’ come l’Italia, che Dante in tempi non sospetti aveva ben definito: “nave senza nocchiere in gran tempesta…”
Pare siamo rovinati, abbiamo beccato le tre B e ora arriva anche la fine del mondo e allegria portaci tutti via!

Ma quanta banalita’ mista a determinismo, all’illusione che tutto sia controllabile guardando una mappa o seguendo una rotta o osservando le stelle. E altro che oroscopo, previsioni del tempo, studio dei fondi di caffe’ e ripasso dell’andamento monetario degli ultimi cento anni.
La storia insegna, ma solo una cosa: che bisogna vivere e non pontificare, che certe cose si prevedono, ma non tutte e altre si risolvono ma non sempre e trovare la causa non e’ condizione per cambiarne l’effetto.
Non sempre almeno….
Siamo umani, diceva Nietzsche, troppo umani….

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