Tutto alle spalle, senza rimpianti


La combinazione prevedeva una serie di numeri in fila che Eva rigorosamente dimenticava ogni volta.
Quindi ogni volta doveva andare a pescare il cellulare, alla rubrica contatti, e calcolare il codice con una divisione e una moltiplicazione. I numeri sono difficili da ricordare, il processo per arrivarci meno.
Il cielo era limpido ma il vento era freddo, le ginocchia erano gelate e ai polsi sembrava che il sangue circolasse piu’ lento. Incontrare Davide non era stato facile, erano mesi che lui non tornava in citta’ e lei aveva anche smesso di cercarlo. Eva abitava con i genitori, a venticinque anni le sembrava la soluzione piu’ comoda.
Avevano un piccolo luogo d’incontro: una stanza in un residence affittata tutto l’anno.
Per entrare c’era da inserire una combinazione che conoscevano solo loro. Non c’erano chiavi e non c’erano serrature.
L’accordo era che Eva si avviasse al residence, preparasse un piatto di pasta asciutta e del vino rosso e lo aspettasse mettendosi comoda.
Eva pensava che stava perdendo tempo con un uomo sposato e sempre in giro per lavoro. Lei in fondo era giovane, carina e abbastanza intelligente per farsi una vita in cui Davide restasse solo una fotografia sbiadita nel suo diario.
Lo pensava ma non ci riusciva. Continuava a vivere aspettando quei pochi giorni all’anno, giorni in cui era felicissima ma che non rappresentavano la vita.
Uscire con ragazzi della sua eta’ le sembrava noioso e nessuno era mai stato galante, attento, dolce, appassionato come Davide.
E poi Davide, moglie a parte, le era fedele. O cosi’ credeva.
Perche’ poi arriva il momento che uno apre gli occhi e non c’e’ piu’ la scusa del sole che li acceca.
Un giorno uno comincia a vedere tutto.
La spazzola in bagno, per esempio, non era la sua e Davide era calvo.
Anche il rossetto rosa in un cassetto non ricordava fosse il suo e tre mesi non erano abbastanza per un’amnesia cosi’ grande.
Quando Davide arrivo’ col suo mazzo di rose rosse e il solito regalino preso in chissa’ quale negozio, Eva stava fumando e non si alzo’ neanche dal divano. Lui le porse le rose e un bacio. Lei lo bacio’ svogliata, prese le rose e le butto’ nel cestino. Davide rimase senza parole. Eva gli disse che quella era l’ultima sera che si sarebbero visti, non gli spiego’ mai il perche’, non rispose piu’ alle chiamate e dimentico’ il codice e il processo per arrivare al codice. Si lascio’ tutto alle spalle, senza rimpianti.

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