Da zero a cento in un pomeriggio


Da zero a cento e’ lo spazio del salto da certe sabbie di immobilita’ al futuro di scelte, e’ il cerchio che si chiude mentre una finestra si apre su un nome.
E qualcuno risponde e lo riconosco, come se lo avessi sempre conosciuto e mi innamoro come da piccola.
E ho guardato sullo schermo, alla mostra, un bambino che vive con un coniglio e pensa sia la madre e ne imita i modi e non si evolve e mi sono sentita bambina, ho visto una donna bella ma anziana, che si realizza ma suo malgrado invecchia e mi sono vista vecchia, ho visto operai albanesi con fiammelle accese per cerare lavoro a giornata e mi sono sentita precaria, ho visto cambi di prospettive e mi sono sentita ottimista.
Ho guardato adolescenti che volevano ribellarsi, per lo sviluppo improvviso di una certa parte del cervello, una spinta propulsiva verso le emozioni senza freni inibitori e sono tornata adolescente e ho avuto paura e voglia di spaccare il mondo.
Ho visto uomini che sono diventati grandi da vecchi, scrittori come Camilleri, pittori come Cezanne, politici come Mandela e ho pensato alle infinite possibilita’ che abbiamo, che la vita ci offre se non smettiamo di cercare e di essere curiosi e affamati ed entusiasti come i bambini.
Che pomeriggio perfetto, che salto in
avanti!

DA ZERO A CENTO
Triennale di Milano
20 Febbraio-1 Aprile 2012

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