Come una dea


Mi piace molto osservare le persone.

Molto attento, anche quando sembra che guardi altrove, il mio occhio scruta.

I miei sensi, come ferro con la calamita, assorbono tutto: un colore, un profumo, un battito di ciglia, un gesto innaturale. Mi passa tutto davanti, mi piace assemblare le sensazioni, è un’esercizio come tanti e in quanto tale si diventa bravi col praticarlo, ma non solo. Come col nuoto, ad esempio: se ti piace e ti eserciti fai la differenza, se non ti piace o non ci sei portato anche se ti eserciti il risultato può essere deludente.

Vi racconto tutto ciò per spiegarvi come smascherai Alina.

Alina era la compagna di un amico del mio compagno. L’avevo conosciuta in una delle solite uscite a quattro che restituiscono alla serata un taglio conviviale ma non troppo. Che fosse affascinante, era una cosa che si percepiva subito. Ma non era il rossetto rosso o la scarpa color biscotto intonata alla borsa e alla cintura, non era il caschetto dritto color nero corvino, nè il modo in cui inarcava le sopracciglia mostrando interesse (finto) per qualsiasi cosa l’altro dicesse. C’era qualcosa in lei di enigmatico; l’involucro non era che un buon trucco per dissimulare. La frequentai qualche mese, mi piaceva, era brillante, in gamba e simpatica ma io dal primo momento pensavo che nascondesse qualcosa. Il mio compagno, interrogato, era di tutt’altra opinione. Per lui Alina era una bella donna un po’ egocentrica, non molto altro. Symon, il compagno di Alina, era chiaramente assorbito dal suo fascino e non vedeva altro: nessuno sapeva perchè Alina a trent’anni non lavorasse pur conoscendo tre lingue nè da dove provenissero i suoi soldi nè dove finisse nei week-end che dichiarava dedicati a se stessa.
Un giorno ero a cena fuori Milano, un mio amico mi aveva portato in un ristorante di uno chef brasiliano e la intravidi. Era uno dei week-end dedicato a se stessa, con un uomo politico ben noto e anzianotto, che le teneva la mano e le accarezzava i capelli. Ovviamente dopo un po’ si baciarono, mentre io tirai via il mio amico da quel posto dicendo che non mi andava di vedere una certa persona.

Dura scorza Alina, sapeva stare con tutti perchè era abituata a stare con tutti. Sapeva sorridere in maniera falsa e affascinante come chiunque eserciti il sorriso a pagamento, come arma di seduzione. E l’intelligenza, cosa dire? Messa al servizio del conto in banca, con qualche compromesso.
In fondo, ognuno sceglie i compromessi di cui è capace….

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