Rosso vivo


Sarà stato il colore rosso, che normalmente attrae anche se stanca in fretta, un colore che permea tutto come un invito al rock duro.
Saranno state le tante persone che mi giravano intorno, persone neanche all’apparenza normali, che parlavano tanto ma io non riuscivo che a concentrarmi sui gesti.
Forse erano i segreti, che sempre ci affascinano con la promessa di rivelazioni inaspettate.
Sara’ stata la musica tipo jazz con prevalenza di sassofono, o le pareti di legno caldo come se fossi stata in una baita.
Improvvisamente mi misi a danzare e mentre danzavo mi sembrava di vivere una sequenza di sogno fluttuante, niente di impossibile sebbene irreale.
Unghie affondate nella carne, graffi sul collo e sulla schiena. Nascosti. Come si nasconde un dolore o un amore scomodo. Inconsci, come i meccanismi che li producono.
Giravo su me stessa per tutta la sala e mi girava la testa e poi son finita fuori ad un terrazzo che dava su montagne di pino. Era fresco, ho ascoltato il rumore del vento e la cascata in lontananza e poi qualcuno è arrivato alle spalle e mi ha pugnalato con un pezzo di legno credo. Io sanguinavo ma non sentivo davvero dolore nè mi chiedevo chi fosse stato delle tante persone invitate alla festa. Non mi sono neanche accasciata a terra, mi sono coperta con una giacca e sono rientrata in sala, continuando a ballare.

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