Volevo essere me.


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Ero intenta a leggere questo libro bellissimo ambientato in una New York che ho conosciuto bene per averci vissuto.
Ero al capitolo sui tre amici che si incontrano in un bar tra second street ed avenue B.
I tre amici erano bevuti.
Mi è tornato in mente quando vivevo lì, in Avenue B, ai tempi in cui Giuliani l’aveva bella e ripulita.
Avenue B era (e lo è ancora) uno dei posti magici pieni di localini e musica e ragazzi che tirano fino a tardi.
Avevo ventisei anni, mi ero trasferita lì piena di paure e dopo varie vicissitudini che non sto a raccontarvi. Avevo lasciato un lavoro che mi piaceva moltissimo in un tour operator tra i maggiori di Milano.
Lavoricchiavo in un ristorante e studiavo inglese.

Non apprezzavo la fortuna che avevo allora, non come l’avrei apprezzata col tempo, rimpiangendola.
Ma non è forse vero che la stragrande maggioranza delle cose che godiamo riusciamo a valorizzarle di più nel ricordo, una volta terminate?

Ebbene mi arrivò una telefonata, era T.P la figlia della proprietaria del tour operator, che allora lavorava, giovanissima, al marketing dell’azienda di cui avrebbe ereditato la proprietà.
Era a NY per la prima volta e mi chiedeva se mi andasse di portarla a fare un giro nei locali.
Io disinvolta e felice le diedi appuntamento proprio in un bar in Avenue B e la portai in giro come mi aveva chiesto e ci divertimmo e quella sana invidia che quando lavoravamo nella sua azienda avevo provato per lei si ribaltò in fierezza di me.
Sembrava incantata dalla mia esperienza, dal mio essere lì ed essermi ricostruita vita e lavoro, dal mio conoscere luoghi e persone.
Ed io ero fiera e felice e non volevo essere lei. Volevo essere me.

Col tempo ho perso i contatti con lei e credo che il tour operator abbia avuto grossi problemi.
Ma mi è tornato in mente quel ricordo lì rileggendo questo libro qui.
Ed è un gran bel ricordare.

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One response to this post.

  1. Posted by syrus on 25 agosto 2014 at 8:54 AM

    sono passato x queste vie, incuriosito da chi mi dice che hai una grande testa…
    ho cominciato a leggerti e mi imbatto in questa frase:

    “Ma non è forse vero che la stragrande maggioranza delle cose che godiamo riusciamo a valorizzarle di più nel ricordo, una volta terminate?”

    credo che il suggerimento di leggerti abbia acquisito tutto il suo valore.

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