C’è la vita, di mezzo.


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E’ un Settembre incerto, sono appena passate le cinque ed è uno di quei giorni che la luce cade diagonalmente attraverso le vetrate del negozio. Hanno uno strano modo di parlarsi, come se non volessero davvero rivolgersi la parola. Ho imparato a leggere il linguaggio del corpo. Occupano spazi diversi, lei di spalle e lui quasi di tre quarti. Formano una specie di angolo acuto, una V di ombre allungate dentro cui si parlano senza guardarsi mai direttamente. Io faccio finta di leggere, sono fermo alla stessa pagina da qualche minuto. Li guardo da dietro il confine sicuro della montatura dei miei occhiali. Li guardo e mi sembra di averli già visti da qualche altra parte. O in qualche altro libro.

-Stavo cercando un vecchio libro di Updike..
-No. Carver, devi leggere Carver. Com’era l’insalata che ti ho preparato oggi?
-L’insalata era buona, forse un pò scondita.
-Così mi piace.
-Si, so che ami mangiare scondito.
-Penso che prenderò anche qualcosa di Pynchon.
-Credi che dovremmo invitare i Corelli a cena?
-Ieri sera mi ha chiamato lui. Abbiamo parlato una mezz’oretta. ha dei problemi a lavoro. Hai scelto qualche libro?
-Non lo so, ma il mese scorso siamo stati da loro due volte e non abbiamo ricambiato l’invito. Si il nuovo di Updike è nella sezione americani, in fondo. Mi trovi lì. Vieni? Sai che i primi libri di Updike sono difficilissimi da reperire?
-Si ma Updike non mi fa impazzire. Pensavo che dovrei rimettere a posto la bici. C’è una luce bellissima in questi giorni. Si, lo so, inizia a fare freddo di brutto, però mi va. Mi va di farmi un giro, di pedalare, non lo so, quest’anno m’ha preso così.
-Mh, la bici, si. Senti ma…hai mai scopato in una libreria?
-Come ti viene in mente? -Non lo so mi è venuto in mente ora, lo hai mai fatto?
-No, ma se ci penso, questo sarebbe un bel posto per farlo. Qui, in mezzo ai libri. Farlo come l’abbiamo fatto prima a casa, farlo senza pietà, farlo sdraiati tra i russi ed il novecento italiano. Si, sarebbe fantastico
-Ti ricordi Mayer, l’assitente di filosofia che ci cura il giardino?
-Che c’entra?
-Credo che lui l’abbia fatto, in libreria.
-Perché ti è venuto in mente lui?
-Non lo so, forse perché me lo sono scopato.
-In libreria?
-No, non in libreria.
-Che ne sai?
-Credo semplicemente che sia il tipo che fa queste cose, in dipartimento lo conosciamo così.
-Così come?
-Intendo come uno che si lascia andare a cose creative.
-Non ho capito. Cosa avresti fatto? Ah sì? Interessante. Sai, continuo a pensare che Franzen sia un autore sopravvalutato, anche se “Le Correzioni” è un ottimo libro. Quando è successo?
-Sei mesi fa, circa. Franzen mi fa schifo. -Dopo sei mesi non saprei nemmeno come reagire. Ma poi è scritto da qualche parte che io debba farlo? È necessario che io debba per forza fare la parte del maschio alfa, privato del suo primato? Si, forse sono troppo razionale. Forse finirò col farmi sanguinare i pensieri. Forse farò la figura del fesso. Se lo hai fatto, ti sarà piaciuto. In questa libreria c’è una musica di merda. Quello che mi rattrista è non essere il tipo d’uomo che ti vorrà ripagare con la stessa moneta.
-Non fare il buono e non fare la vittima, che la vittima qui sono io. -Oh, no. Non sono affatto buono. Solo, non sono un vendicativo. Senti, non mi interessa. Che cazzo si guarda quello? Ehi, tu, non hai mai visto due persone che parlano? Eh? La gente io non la capisco più. La gente mi urta. La gente mi infastidisce. Forse sto diventando un misantropo, tu che ne pensi! Comunque, se vuoi saperlo, mi fa un male del cazzo, adesso ho scelto i miei libri, ti prendo questo di Wallace, permettimelo, consideralo un regalo alla verità. Basta, voglio solo andare a pagare ed uscire
-Senti tu scopi molto bene ma non sei un buon conversatore. Tipo prima di venire in libreria che mi hai preso sul tavolo e mi hai alzato la gonna e mi sei entrato dentro con foga, è stato bello. Ma non sei un buon conversatore, ti manca il brio. e nella vita, uguale.
-Ma cosa cazzo vuol dire, cosa?
-Non so esattamente cosa voglia dire ti manca il brio, ma è quello che penso.
-Mayer scopava bene?
-Si Mayer scopava bene, ma non come te.
-E’ un deficiente saccente e arrogante.
-No Mayer è un ottimo conversatore, ti sbagli.
-Sei fuori di testa.
-Ma qual è il punto?
-Non c’è nessun cazzo di punto.
-No secondo me c’è sempre un punto.Credi che dovremmo metterlo?
-Perché me lo hai detto?
-Perché mi fai domande e non rispondi alle domande che invece ti faccio?
-Non lo so perché te l’ho detto. Tu lo sai? Ok facciamo finta che questo sia un dialogo inventato.

Escono. Prima lei e poi lui. Fuori inizia a fare scuro, le giornate finiscono prima. Chissà dove vanno a finire tutte le buone intenzioni quando vengono deluse. Chissà se esiste un girone infernale per quelli che non sanno capire. Chissà se c’è davvero peggior sordo di chi non vuol sentire o se tutto si riduce a non volersi convincere della verità. E’ ora di chiudere, tira un po’ di vento e devo ancora inventarmi qualcosa da cucinarmi stasera per cena.

(Scritto a quattro mani con @aerdna77)

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